La storia dei Ridolfi è
riconducibile a Firenze e a quella della famiglia dei Medici,
infatti Pietro Ridolfi, nipote di Lorenzo il Magnifico, venne
nominato conte palatino da papa Leone X. E' poi sempre lo stesso
papa a nominare il figlio, Niccolò Ridolfi, cardinale
e arcivescovo di Firenze. Correva l'anno 1517. Niccolò
Ridolfi (1501-1550) fu uomo di grande liberalità, colto
amante delle arti e delle lettere, è ricordato per il
suo mecenatismo da molti artisti che a lui dedicarono le loro
opere migliori, come Berni, Grazzini e Giannotti protagonisti
del teatro cinquecentesco.Secondo il Vasari fu sempre Niccolò
a commissionare a Michelangelo il busto di Bruto, oggi esposto
a Firenze nel museo nazionale del Burgello.Morì forse
avvelenato, quando sembrava dovesse succedere a papa Paolo III.
Qualche anno prima di morire, il cardinale Ridolfi, raccomandò
al papa Paolo III (Alessandro Farnese) il nipote Giovanni Ridolfi
di Firenze, che per mezzo di Pierluigi Farnese, governatore
del ducato di Castro di cui Corchiano faceva parte, ottenne
l'amministrazione enfiteutica parziale del suddetto paese nell'anno
1545.L'enfiteusi dei Ridolfi comprendeva i territori corchianesi
di Pontone del Pero, oggi chiamato Pantalone, Pian di Luca,
La Selva di Mezzo, Le Macchie, Grotta Porciosa e la contrada
Musalé dove è situato l'agriturismo Casale
Ridolfi .Nella parte
antica di Corchiano, invece, c'è il Palazzo Ridolfi che
Giovanni fa costruire nel 1550 che si trova nell'omonima via.
Anche a Firenze oggi c'è via Ridolfi. Attualmente Palazzo
Ridolfi è del Comune di Corchiano che nel 1986 lo ha
restaurato e viene utilizzato principalmente per allestire delle
mostre.
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